sábado, 5 de mayo de 2018

JOHN MALKOVICH: «A TEATRO IMPERSONO IL CRITICO CATTIVO CONTRO TUTTI»


Il grande attore americano è protagonista di «The music critic» il 19 maggio in esclusiva per l’Italia al Teatro Cucinelli di Solomeo (Perugia)
di Emilia Costantini
«Schumann si illude di essere un “compositore”,Brahms è “un bastardo senza talento”. E Claude Debussy è semplicemente brutto». La critica rabbiosa, quella che nel corso degli ultimi secoli ha macinato le peggiori recensioni musicali su alcuni dei più grandi compositori. John Malkovich è The music critic, al Teatro Cucinelli il 19 maggio. Lo spettacolo, ideato dal compositore Aleksey Igudesman, ha debuttato a Gand, Festival delle Fiandre, e ora approda in esclusiva a Solomeo.


Una feroce invettiva
Una feroce invettiva, un mix sardonico di «insulti musicali» dove il protagonista, nei panni di un critico cattivo, convinto che la musica di mostri sacri come Mozart, Beethoven o Prokofiev sia noiosa e triste, è accompagnato da un ensemble di musicisti (oltre a Igudesman, il violinista lituano Julian Rachlin, Sarah McElravy, Boris Andrianov, Hyung-ki Joon) che dissentono dai suoi sprezzanti giudizi e contrattaccano, reagendo con i loro strumenti. Il ruolo da cattivo si addice a Malkovich. «È vero, mi vengono spesso affidati personaggi negativi e non so perché. Per essere onesti, la cosa non mi preoccupa. Forse sono dotato del cosiddetto le physique du rôle». Nasce come attore teatrale ma poi ha girato più di 70 film: «Il mio habitat naturale resta il palcoscenico: un attore è più cosciente di ciò che accade sul palco rispetto al grande schermo. I film sono realizzati da una task force, vengono montati a oltranza, dunque non mi sento responsabile di come viene sviluppata una storia. Si tratta di scelte che potrei non condividere, ma mi rimetto alle decisioni altrui». Per esempio? «Magari non avrei girato quella scena in quel determinato modo o detto la battuta diversamente... Sul palco, invece, sei il montatore di te stesso, senza nessuna interferenza o manipolazione».

«Il musicista che adoro? Mozart»
The music criticincita la partecipazione attiva del pubblico: le reazioni della platea influenzano il suo modo di recitare? «Il teatro è vivo e il pubblico influenza sempre una performance: la sua presenza in sala serve a questo, no? Io rivesto spesso i panni dello spettatore, frequento le sale, vorrei farlo di più ma ho poco tempo libero». In questo spettacolo è protagonista la musica, che è stata centrale nella formazione artistica di Malkovich: «Non ho studiato seriamente la musica - minimizza - Ho suonato uno strumento o due, ho cantato in qualche coro quando frequentavo l’università... sono molto lontano da un musicista esperto». Si sente un musicista mancato e questo spettacolo è un po’ la sua rivincita? «No, sono consapevole di non aver mai avuto molto talento: un amatore, questo sì. I miei compositori preferiti? Mozart, un genio assoluto, ma anche Beethoven, Chopin, Brahms, Debussy, Schumann... Sono dei giganti che hanno segnato la storia della musica>.

«Sono ateo: le ideologie fanno danni tremendi»
The music critic si conclude con un’autoironica, divertente ma anche terrificante stroncatura, intitolata The Malkovich Torment, che l’attore ricevette veramente da un perfido critico turco, per una sua interpretazione teatrale a Istanbul. «Non è ironica, né divertente, solo terrificante! Ho motivo di credere che quel signore, di cui riporto le parole testuali, mi detestasse: mi ha massacrato>. Un rapporto difficile quello di Malkovich con la critica? «Amo pensare che la recensione non sia scritta per giudicare me, ma per aiutare il pubblico a comprendere il significato di uno spettacolo o di un film da me interpretati, magari per accendere l’interesse degli spettatori o per sconsigliarli. Io ho le idee piuttosto chiare sul mio lavoro e trovo inutile, faticoso leggere quanto viene poi scritto su di me». Malkovich si è spesso professato ateo. In una dichiarazione afferma che tutte le ideologie hanno sempre fatto danni incalcolabili. «Lo confermo: danni tremendi, è un fatto assodato, inconfutabile. Quando si crede ciecamente in qualsiasi cosa o in qualche entità lo si fa a proprio rischio e pericolo, e degli altri, me compreso». Qualche piano per il futuro? «Sì, per il momento andare avanti così».

https://www.corriere.it/spettacoli/18_maggio_04/john-malkovich-a-teatro-impersono-critico-cattivo-contro-tutti-462c87a8-4ee8-11e8-aead-38ee720fad91.shtml

No hay comentarios:

Publicar un comentario